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Agata Giacobbo

Agata Giacobbo

Wedding Specialist - Fashion Consultant

Come Fare le Pubblicazioni di Matrimonio

Cosa sono le pubblicazioni matrimonio?
Le pubblicazioni di matrimonio sono una prassi burocratica che rientra tra i documenti indispensabili per la Pratica Matrimoniale. Lo scopo delle pubblicazioni in comune e in chiesa (da non confondere con le partecipazioni di nozze), è quello di mettere a conoscenza delle intenzioni di due persone di unirsi in matrimonio e dare quindi la possibilità a chiunque lo ritenga necessario di opporsi alla celebrazione del rito.

Cosa è la Pratica Matrimoniale?

La Pratica Matrimoniale consiste nella raccolta dei documenti e delle informazioni necessarie perché il matrimonio possa essere celebrato validamente e successivamente registrato negli appositi registri. Pratica Matrimoniale si differenzia in funzione al tipo di matrimonio che si intende contrarre. In quest’articolo parleremo della Pratica Matrimoniale per procedere al Matrimonio Concordatario (il matrimonio più comune in Italia) cioè quel matrimonio che viene svolto in chiesa di fronte al celebrante e produce effetti anche per la legge italiana. 

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Quali sono i documenti necessari per aprire la Pratica Matrimoniale?

Documenti religiosi

  • Certificato di battesimo per uso matrimonio: si richiede presso la parrocchia nella quale si è stati battezzati. Ha validità sei mesi.
  • Certificato di cresima: si richiede dove si è ricevuta la cresima. In genere la cresima è trascritta sull’atto di battesimo, in questo caso non occorre richiedere un certificato a parte. Potrà essere sostituito da una dichiarazione giurata.
  • Stato libero ecclesiastico. Necessario qualora uno dei due sposi dimori o abbia dimorato, dopo il 16° anno di età, per più di un anno fuori dalla Diocesi: si richiede al parroco che istruisce la Pratica Matrimoniale.
  • Attestazione della frequenza di un corso di preparazione al matrimonio. Prima della celebrazione del matrimonio i fidanzati sono tenuti a prendere parte a uno specifico corso di preparazione, che può essere frequentato in qualunque parrocchia. Al termine del corso:  si richiede al parroco che ha svolto il corso. 

Documenti civili

  • Atto di nascita.
  • Certificato contestuale di residenza, cittadinanza e stato libero. In quanto attestazione anagrafica (non di stato civile) è soggetto ad imposta di bollo. Tale certificato è necessario per acquisire elementi certi sull’identità anagrafica dei futuri sposi e sulla loro libertà di stato fin dall’inizio della Pratica Matrimoniale. 

Dove e quando si svolge la Pratica Matrimoniale?

La Pratica Matrimoniale può essere svolta indifferentemente nella parrocchia di uno dei due fidanzati. E’ bene iniziare lo svolgimento della Pratica Matrimoniale almeno quattro mesi prima della data del Matrimonio.

Come si apre la Pratica Matrimoniale?

Uno dei fidanzati deve presentarsi nella parrocchia in cui si svolge la Pratica Matrimoniale portando con sé:

  • i certificati di battesimo per uso matrimonio;
  • di cresima (se non risulta dal certificato di battesimo);
  • i due contestuali;
  •  l’attestazione della frequenza del corso prematrimoniale (se è già stato frequentato);

Se ci si sposa in una chiesa che non appartiene alla parrocchia almeno di uno dei due fidanzati è necessario informarsi e comunicare a quale parrocchia appartiene tale chiesa, poiché il matrimonio andrà trascritto sui registri di quella parrocchia.

Aperta la Pratica Matrimoniale il sacerdote fisserà con i due fidanzati un incontro, per procedere con il giuramento. A questo incontro è indispensabile che vengano entrambi i futuri sposi. 

Il giuramento, fatto davanti al sacerdote, consiste in una serie di domande che verranno poste separatamente ai due fidanzati, alle quali dovranno rispondere sotto giuramento. Questo serve per accertare che non siano presenti possibili cause di nullità, ad esempio si domanda se ci si sposa liberamente e per amore, se si accetta il matrimonio come sacramento come lo intende la Chiesa, se si vuole il matrimonio unico e indissolubile e se si intende avere figli, se si è nascosto qualcosa che possa turbare gravemente la riuscita del matrimonio, ecc. Le risposte date al sacerdote resteranno segrete. Al termine del giuramento verranno esposte le pubblicazioni in parrocchia per due domeniche. Eventualmente verrà consegnata una seconda pubblicazione da fare esporre nella parrocchia di residenza di uno dei due fidanzati. Sarà anche consegnato ai futuri sposi il Modulo per la Richiesta di Pubblicazioni da farsi al Comune.

Le pubblicazioni religiose vanno portate per l’ affissione alle parrocchie di appartenenza dei due fidanzati e vanno ritirate dopo otto giorni, comprensivi di due festività religiose (due domeniche). 

Cosa fare al Comune?

Con il Modulo per la Richiesta di Pubblicazioni  i futuri sposi muniti di documenti di identità validi, devono andare all’ Ufficio Pubblicazioni di Matrimonio del Comune di residenza di uno dei due futuri sposi per richiedere l’appuntamento per il verbale. In tale occasione viene fatto compilare ai futuri sposi un modulo di autocertificazione, nel quale dichiarano alcuni dati anagrafici che verranno verificati dal Comune. Per accertarsi di tali dati anagrafici e della libertà di stato dei nubendi da un punto di vista civile, il comune deve richiedere i certificati contestuali di residenza, cittadinanza e stato libero e le copie integrali dell’atto di nascita. L’acquisizione di tali documenti può richiedere anche mesi nei periodi di massima affluenza, ossia da febbraio a settembre con un picco tra aprile e giugno. Per questo motivo tra la consegna del Modulo e l’appuntamento per la Richiesta di Pubblicazioni intercorre un tempo che varia dai quindici giorni ai tre mesi. Consilgio: è bene iniziare la pratica almeno quattro mesi prima del matrimonio.

Quando il comune ha acquisito i dati chiama i futuri sposi e fissa un appuntamento per redigere l’Atto di Pubblicazione, un tempo erano necessari due testimoni ora non più. Occorre portare documenti d’identità validi e consegnare una marca da bollo che verrà apposta sul modulo che andrà alla pubblicazione. Compilato l’Atto di Pubblicazione il Comune espone le pubblicazioni, queste devono essere esposte per otto giorni consecutivi ma, considerando i tempi tecnici, possono essere necessari fino a quindici giorni per riaverle. Se uno dei due nubendi appartiene ad un altro Comune occorre consegnare una ulteriore marca da bollo, il Comune presso il quale sono state richieste le pubblicazioni le invierà anche all’altro Comune per farle esporre e si occuperà di ritirarle.

Ritiro delle pubblicazioni

Uno dei futuri sposi, o un suo delegato, deve ritirare le pubblicazioni nelle due parrocchie e al Comune (il Nulla osta dell’ufficiale di stato civile) e consegnarle alla parrocchia presso la quale si è aperta la pratica. In questa occasione è indispensabile fornire l’indicazione della chiesa nella quale verrà celebrato il matrimonio. Qualora non lo si fosse già fatto in precedenza va anche consegnata l’attestazione della frequenza del corso prematrimoniale. 

La Pratica Matrimoniale adesso completa anche delle Pubblicazioni viene consegnata dal parroco in busta chiusa agli interessati, i quali dovranno portarla all’Ufficio Matrimoni della Curia di riferimento della chiesa dove si svolgerà il matrimonio.

I documenti una volta controllati dalla Curia e vidimati vanno portati quanto prima alla chiesa nella quale si celebrerà il Matrimonio. In occasione della consegna dei documenti è bene comunicare anche il nome dei testimoni. Sono sufficienti due persone, maggiorenni, non necessariamente di religione cristiana. Occorre fornire le loro generalità: età, residenza e indirizzo. Il regime patrimoniale dei coniugi è quello della comunione a meno che gli sposi non decidano per la separazione dei beni, nel caso ciò va comunicato in questa occasione e conviene accertarsi che venga scritto nel registro di matrimonio.

Luogo del matrimonio

Il luogo privilegiato per la celebrazione del matrimonio è la parrocchia di uno dei nubendi tuttavia, previa autorizzazione del parroco che svolge la Pratica Matrimoniale, è consentita la celebrazione in altre chiese.

Cosa fa il sacerdote dopo la celebrazione del Matrimonio?

Il sacerdote della chiesa, in cui è stato celebrato il matrimonio, deve inviare uno degli originali dell’atto insieme alla richiesta di trascrizione all’ufficiale dello stato civile del Comune in cui si trova il luogo di celebrazione, non oltre 5 giorni dalle avvenute nozze. Eseguita la trascrizione, i contraenti sono considerati anche dall’ordinamento civile, a tutti gli effetti giuridici, coniugati dal giorno della celebrazione del matrimonio.